Una notizia bomba quella lanciata da Autocar, secondo cui potrebbe tornare la Citroen 2cv. Proprio così, a quanto pare i francesi stanno lavorando per far rivivere una vera e propria icona del mondo dell’auto.
Pare che i lavori in casa Citroen siano nella fase preliminare e questo scenario farebbe capire che Citroen ha deciso di cambiare rotta riguarda al ritorno dei modelli iconici.
Si tratta infatti di un approccio che stanno avendo molte case automobilistiche, sfruttando anche il passaggio all’elettrico, con buoni risultati. Basti pensare a Renault dove, nel mercato francese, ha immatricolato a dicembre 2024 9.973 unità di R5, contro le sole 1.721 della Citroen e-C3.
I numeri potrebbero dunque aver convinto Citroen a rivedere la propria strategia e, sempre secondo Autocar, il design della 2CV potrebbe essere molto simile a quello del modello originale.
Citroen 2cv: ritorno al passato
Allo stato attuale non sono arrivate comunicazioni ufficiali da parte di Citroen riguardo all’eventuale ritorno della 2CV, anche se alcuni richiami li abbiamo notati sulla nuova Ami.
Il responsabile design del marchio, Pierre Leclercq, ha dichiarato che Citroen non chiude le porte alla possibilità di ripescare dai modelli passati qualcosa da proporre per il futuro. Ci aspettiamo dunque novità sostanziali per le prossime auto della casa francese.
Uno degli elementi fondanti dell’eventuale nuova Citroen 2CV sarebbe la praticità, tipica della sua antenata. Ma ovviamente il tutto sarà accompagnata dall’evoluzione tecnologica sia nei motori, con i propulsori elettrici, che negli interni e nei vari ADAS.
Stessa base di Grande Panda e C3?
Per contenere i costi e rendere più accessibile la nuova 2CV, Citroen potrebbe utilizzare la piattaforma Smart Car di Stellantis, utilizzata già per la C3 e per la Grande Panda, oltre che per la Opel Frontera.
Da non escludere l’utilizzo di altre soluzioni che possano ridurre i costi del nuovo veicolo. Per quanto riguarda il motore, che sarà ovviamente elettrico, si punterà sulla massima efficienza mantenendo però ridotte le dimensioni del pacco batteria.
Citroen stessa ha più volte ribadito che proprio il pacco batteria rappresenta l’ostacolo più grande al contenimento dei costi. Si potrebbe dunque optare per una soluzione simile a quella proposta da Dacia Spring che comunque garantisce un’autonomia pari a 200 chilometri e un prezzo di listino interessante.
La futura Citroen 2CV andrebbe a posizionarsi a metà tra la Ami e la C3, andando quindi a inserirsi nel segmento delle elettriche economiche. Bocche cucite riguardo i tempi dell’eventuale arrivo sul mercato che comunque non dovrebbe avvenire prima del 2028.
Tra l’altro, proprio in quell’anno cadrà l’80esimo anniversario della prima presentazione della 2CV. Dunque potrebbe essere la giusta occasione per il suo grande ritorno.
